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... è non violenza

TEREZIN - disegni e parole dei bambini

TEREZIN - disegni e parole dei bambini

Quest'anno la mostra "TEREZIN - disegni e parole dei bambini" avrà due sedi espositive:

dal 16 gennaio al 1 febbraio 2020 presso la Biblioteca di Levico Terme

dal 27 gennaio al 7 febbraio 2020 presso la sede dell'associazione Mosaico (circolo Arci) di Borgo Valsugana

 

 

Il ghetto di Terezin fu il maggior campo di concentramento sul territorio della Cecoslovacchia; un luogo di passaggio per i trasporti verso i ghetti orientali e i campi di sterminio e usato per attività di propaganda.

Il 5 maggio 1945 la Croce Rossa prese il controllo del campo e cinque giorni dopo Terezín fu definitivamente liberata dalle truppe sovietiche. Davanti alla fortezza minore si trova il cimitero nazionale creato nel 1945.La città di Terezín è rimasta un insediamento militare fino al 1996.

Fra i prigionieri ci furuno circa 15.000 bambini. La ragione di questa presenza infantile va trovata nel fatto che in questo luogo furono internate intere comunità, di entrambi i sessi e di tutte le età. La maggior parte era ceca, ma c’erano anche olandesi, danesi e tedeschi.  I ragazzi e le ragazze con meno di 12 anni abitavano nei baraccamenti con le donne; i ragazzi più grandi vivevano con gli uomini.

I dormitori per i bambini, chiamati anche “case per l’infanzia”, erano divisi in singole aule di venti o trenta bambini in base alla loro età e lingua. Ogni gruppo viveva in una stanza/aula (chiamata Heim, cioè casa o aula) affidata alla supervisione di un maestro.

Nelle “case d’infanzia” o “dormitori per bambini” a partire dall’estate 1942 operavano educatori e insegnanti, anche loro prigionieri, che riuscirono a organizzare per i piccoli una vita giornaliera e l’insegnamento clandestino. L’istruzione prevedeva l’insegnamento del disegno, del canto, dell’artigianato, della letteratura, della storia e delle scienze naturali.

A Terezin ci fu una insegnante d'arte che creò una sorta di classe di disegno, il risultato furono oltre 4.000 disegni che l'insegante nascose prima di essere deportata ad Auschwitz. Molti di questi disegni e anche numerose poesie sono conservati oggi presso il museo Ebraico di Praga.

Obiettivo era che i bambini crescessero come persone capaci di esprimere i lroro sentimenti, non solo la paura che viveno ogni giorno, ma anche la speranza di sopravvivere.

Attraverso i disegni e le poesie esposte in mostra, i bambini di Terezin ci insegnano ancora oggi a non smettere di sperare in un futuro migliore, in un futuro di pace e libertà.

 

 

 

 

 




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