Le città sono di tutte.
Rivendichiamo il diritto a vivere gli spazi con i nostri corpi non maschili: le donne, le ragazze, le soggettività non binarie vogliono finalmente vivere la città, i territori più marginali, la casa, di giorno e di notte, senza paura.
Costruire scenari nuovi, spazi pubblici pensati per essere utilizzati, uscendo dal pregiudizio della convenzione.
In questo 8 marzo non possiamo dimenticare anche chi, a causa delle guerre, non ha più una casa.
L’8 marzo saremo nelle piazze nelle manifestazioni transfemministe, il 9 marzo saremo in piazza a Roma per chiedere prima di tutto il Cessate il fuoco a Gaza, accanto anche a tutte le donne che continuano a tessere tele con fili tenaci, anche in questi tempi bui di guerra.
Saremo anche nei nostri Circoli ad aprire discussioni sulle politiche femministe, anche in vista delle elezioni amministrative e europee di primavera.
Liberi corpi in liberi spazi!

L’illustrazione è di Rita Petruccioli

