Arci del Trentino esprime la propria adesione all’appello congiunto lanciato dal Comune di Trento, dall’Arcidiocesi e dalle ACLI contro il genocidio in atto a Gaza.
In questi mesi molte sono state le iniziative, gli appelli, le manifestazioni, che hanno provato a richiamare i Governi e gli enti internazionali a prendere una posizione netta, che metta fine a quest’orrore giornaliero. Questo percorso, che abbiamo sostenuto insieme alle Acli, ai sindacati, a numerose associazioni, amministratori e amministratrici locali, cittadine e cittadini, ha permesso in parte di rompere il muro di silenzio che ha accompagnato i crimini del governo Netanyahu.
Nel protrarsi dell’orrore sentiamo però intorno a noi e in noi una sensazione di impotenza. Un sentimento a cui non dobbiamo arrenderci, ma che ci impone un passaggio in più. Agli appelli debbono accompagnarsi azioni concrete di pressione, politica ed economica, verso il governo di Israele.
Una delle aziende israeliane che rientrano nella campagna di ritorsione economica volta a fermare il genocidio è l’azienda farmaceutica Teva.
Chiediamo che le Farmacie comunali aprano una riflessione sull’opportunità di vendere questi prodotti. Garantendo ovviamente il diritto alla salute dei cittadini, dobbiamo esercitare misure coerenti per fermare l’orrore. Una riflessione che speriamo il Consiglio Comunale può portare anche in altri ambiti.
In linea con quanto avverrà in tante altre parti d’Italia, anche a Trento, come abbiamo chiesto, domenica 27 luglio il Comune di Trento farà suonare la sirena comunale alle ore 22. Con l’ANPI e molte altre realtà, saremo in piazza Duomo dalle 21.45 e al termine del suono della sirena comunale faremo un quarto d’ora di rumore con pentole, coperchi, fischietti: con tutto ciò che possa trasmettere una volta di più la nostra voglia di restare umani, rifiutando ogni silenzio complice.

