Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legge cosiddetto Milleproroghe (decreto legge 202 in Gazzetta Ufficiale del 27 dicembre 2024) in cui è presente il rinvio al 1° gennaio 2026 dell’applicazione del nuovo regime di esenzione (e non più di esclusione) Iva per le attività corrispettive rese dagli enti del Terzo settore ai propri associati.
Il riferimento è, in particolare, alle cessioni e prestazioni effettuate dietro pagamento di specifici corrispettivi o contributi a favore di soci e tesserati, come da finalità istituzionali, da parte di associazioni politiche, sindacali, di categoria, religiose, assistenziali, culturali, sportive dilettantistiche, di promozione sociale e di formazione extrascolastica della persona, cessioni e prestazioni che fino a gennaio 2026 risultano ancora escluse dall’Iva, e quindi non rilevanti ai fini di tale imposta.
Il passaggio dal regime di esclusione a quello di esenzione Iva, inizialmente previsto per il 1° gennaio 2025, avrebbe comportato nuovi oneri per molti enti di tipo associativo, tra cui l’apertura della partita Iva e l’obbligo del registratore di cassa.

